PRIMAE NOCTIS
Volta 14 Basel. 11-16 Giugno 2018

11/06 - 16/06/2018

Volta 14 Basel. 11-16 Giugno 2018

Primae Noctis Art Gallery è lieta di annunciare la sua partecipazione a Volta, Basel 2018. Stand B05
Primae Noctis metterà sotto i riflettori cinque artisti del continente africano (Congo, Madagascar, Mali, Marocco, Nigeria) la cui pratica è profondamente radicata nella tradizione locale, facendo uso di materiali e fonti visive altamente rappresentative dei loro paesi d'origine. La politica e le questioni ambientali si intersecano nella pratica artistica, rivelando una fetta di società che anela a trasformare le molte contraddizioni in un bene culturale.

Abdoulaye Konaté riunisce frange di stoffa tinta finemente cucite e tagliate per creare composizioni belle e semplici. Il medium - morbido al tatto e assemblato con tanta cura - è in contrasto con il soggetto brutale dell'opera, ma il contrasto lo rende ancora più potente.

Usando un nuovo tessuto di cotone o tessuto di seconda mano, Joël Andrianomeariosa racconta storie non riconosciute o dimenticate. Il suo lavoro ci permette di capire che se abbracciamo la complessità e la bellezza dei nostri sé ombra scintillanti, se abbiamo il coraggio di sviluppare una relazione con tutto ciò che sembra non amabile dentro di noi, possiamo imparare a assaporare le conversazioni che risultano dall'accettazione.

Ifeoma U. Anyaeji ha sviluppato uno stile di upcycling come un processo eco-estetico in cui trasforma il suo nuovo mezzo primario, scartato sacchetti di plastica non biodegradabili, usando le sue abilità artigianali in una tradizionale tecnica di intrecciatura dei capelli nigeriana chiamata Threading.

Per Vitshois Mwilambwe Bondo la moltitudine di corpi sconosciuti tagliati da riviste di moda è un modo per ricreare il corpo umano in una nuova società. Per lui, il corpo è mutilato e caotico, affrontandoci con la frenetica situazione riflessa nelle attuali tendenze politiche e socio-economiche in Africa e nel mondo.

Nel tentativo di tracciare il background culturale e familiare, Houda Terjuman ci porta in un lungo viaggio in Medio Oriente, Europa e Africa. L'uomo in esilio diventa un albero sradicato, un percorso doloroso per riconquistare la stabilità. La scultura è uno spazio di funzione fondativa che diventa un luogo di vita e un processo di negoziazione dell'identità nel confronto con l'alterità.