PRIMAE NOCTIS
Alessandro Brighetti

Alessandro Brighetti

Smoother Delight

Pubblicato da: Primae Noctis Art Gallery

Estratto del saggio

(...) nel lavoro di Alessandro Brighetti, stupore e meraviglia hanno un ruolo importante. Se così non fosse, la scelta di usare i ferrofluidi, nel corpus principale della sua opera recente, sarebbe quantomeno temeraria e pericolosa. Questo liquido nero, lucido e denso, prodotto di una mistura di nanoparticelle di ferro avvolte da un tensioattivo ionico e poste in soluzione oleosa, è infatti un medium ingombrante, capace, nelle mani sbagliate, di divorare letteralmente l'opera. Magico e affascinante, nel suo comportamento ambiguo di liquido sensibile alle sollecitazioni magnetiche, il ferrofluido vuole essere il messaggio. Quando non lo è, come è evidente nelle opere di Brighetti, va usato con maestria per evitare che diventi l'oggetto esclusivo delle attenzioni dello spettatore, sollecitando il suo stupore infantile. 
Questa maestria Brighetti la possiede, e la possiede - verrebbe da dire - paradossalmente, perché le sue preoccupazioni non sono esclusivamente quelle di un artista visivo che si cimenta con un materiale inedito. "Artista sperimentatore", [10] Brighetti, che mette a punto i suoi ferrofluidi con l'aiuto di un amico chimico, studia il suo medium con accanimento e dedizione, ne conosce le proprietà nei minimi dettagli, si appropria della scienza che serve per dominarlo, e ne approfondisce la conoscenza a un livello che va al di là del suo uso strumentale. Sposa le preoccupazioni e le ambizioni di un fisico, e dichiara: "Mi affascina l'altro e il non-ordinario. Voglio andare oltre la percezione, oltre i limiti fisiologici dell'uomo. Voglio indagare l' "ultra" e l' "infra": ultrasensibile, ultravioletto, ultrasuono, infrarosso…" [11] 
Si sporca le mani.