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Enigma

08/05 - 08/07/2014

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Mostra personale: Jon Jaylo
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Il simbolismo esistenziale nell'arte di Jon Jaylo 

Di Danny Castillones Sillada 

"Faith is a dark night for man, but in this very way it gives him light." ~ St. John of the Cross 

Nella tavolozza dei colori, come nella vita, quando la quantità di pigmento scuro è maggiore degli altri colori, nessun altro pigmento riesce a permeare o dissolvere questa oscurità, così è la passione dell'artista nell'ora più buia della sua esistenza. 
È durante il momento più vulnerabile della sua vita che egli coglie profondamente il suo essere, la sua libertà di creare, e il suo indomabile desiderio di trasformare l'agonia o il dolore, in una bellissima creazione. 

Nella sua opera recente, il filippino surrealista Jon Jaylo, si concentra su soggetti meno complicati rispetto al passato, benché ugualmente colmi di simbologia e significato. 
I lavori attuali nascono in ambienti semplici, talvolta spogli, a differenza dei suoi soggetti precedenti, basati su insiemi di elementi o personaggi. Il suo stile e la sua tecnica artistica hanno subito una rotazione di 180 gradi: dalla cumulativa rappresentazione di elementi alla narrativa minimalista, dalla fantasia e dai temi steampunk all'introspezione e all'esistenzialismo. 

La sua narrativa semplificata, infusa da simbolismo esistenziale, è l'antitesi dei suoi lavori precedenti, nei quali ricorrevano temi che saziassero la fantasia infantile di stravaganti e allusivi personaggi da fiabe e favole. È come se l'artista stesse lentamente dissolvendo i suoi personaggi complessi per creare un'atmosfera di solitudine trascendentale, quasi a soluzione della sua stessa lotta tra creatività e vita personale. 

Un interessante dipinto che potrebbe probabilmente spiegare o riassumere questo cambiamento drammatico del suo animo artistico e del suo operare, è "Unravel." Questo lavoro ritrae una mano di legno legata con stringhe bianche, sospesa nell'aria e, sopra di essa, un paio di forbici semiaperte, sul punto di tagliare le corde. L'opera è una composizione disadorna, con uno sfondo chiaro e desolante a evidenziare l'immaginario semplice ma potente del soggetto. 

Il simbolismo di "Unravel" implica una lotta per liberarsi da qualcosa o, in questo caso specifico, potrebbe rappresentare la mano dell'artista che ha voluto liberarsi da stereotipi o pressioni (quali stile artistico, tendenze, o dettami del mercato), per poter esplorare altre possibilità. L'inferenza psicologica del dipinto lentamente si traspone in un simbolismo più intimo, dove l'implicito svela l'umanità dell'artista. Come se il dipinto fosse il pianto urgente di un'anima costretta in uno stretto e claustrofobico tunnel, alla disperata ricerca della luce sull'altro lato. 

Ma che cos'è l'arte se non rivela o svela la sua umanità? O se non si blocca sulla condizione concreta dell'artista e del suo ambiente? 

"Sento che c'è ancora così tanto da imparare", dice Jon Jaylo nell'email che mi ha inviato per parlarmi di quest'esposizione, "che tengo sempre la mente aperta, permeabile ai cambiamenti, nella mia vita e nel mio lavoro. La strada che ho intrapreso è per me sconosciuta, non l'ho ancora esplorata, ma sono eccitato e speranzoso che questo viaggio si riveli grandioso, nonostante le dure prove che sto attraversando". 
Questa è la confessione di un artista - più rivelatoria delle forme e dei colori della sua arte - che è già andato in alto nella sua carriera artistica, entrando dalle porte di Sotheby's, Christie's o esponendo i suoi lavori all'estero. Si tratta di una confessione mortificante, che incarna una ricerca dell'oblio del sé a favore della verità, del buono e della bellezza nella sua estetica. Rivela, inoltre, un Jon Jaylo differente, diviso tra la sua libertà creativa e la richiesta del mercato, che sta tornando verso se stesso, più terreno nelle sue realtà che nelle sue fantasie infantili. 

Come nel dipinto "Unravel", rieccheggiano gli stessi cupi dubbi e domande in "Versus". 
Nel dipinto rappresenta una banconota da 100 dollari mezza congelata e mezza bruciata. Ancora una volta, con uno sfondo spoglio a parte una massa di ghiaccio in primo piano, Jaylo usa un soggetto minimale in una composizione molto viva. 

Ironicamente, la narrazione pittorica evoca sia la sensazione del caldo che del freddo, come il disgelo del ghiaccio o le bruciature della banconota. Questa rappresentazione simbolica pone un dilemma: salvare o spendere soldi? Liberarsi o non liberarsi dal vecchio stile e dalla vecchia tecnica artistica? D'altra parte, essa simboleggia anche l'esistenza effimera: ogni cosa ha il suo punto di fusione, come un cubetto di ghiaccio, e tutto può trasformarsi in cenere in un istante, come una banconota di carta che brucia. 

Al contrario dei suoi primi lavori, che avevano elementi ben orchestrati, originati dalle favole e dalla fantasia, le implicazioni metaforiche dei dipinti "Unravel" e "Versus" sembrano portare direttamente alla lotta personale dell'artista. Si può percepire straniamento e anelito di libertà nelle sue opere attuali: il dilemma di fare scelte, il desiderio di liberarsi e lasciarsi andare, la voglia di crescere ed esplorare nuovi concetti o idee. 

Certamente l'artista ha consapevolmente codificato queste realtà esigenti attraverso elementi simbolici della sua arte affinché lo spettatore possa contemplarle o affinché lui stesso possa risolverle o scenderne a patti. Quindi, si può dedurre che l'uso del simbolismo esistenziale nella nuova arte che Jon Jaylo sta abbracciando, derivi direttamente dal profondo del suo essere, ove può dispiegare se stesso e la sua anima vulnerabile nel processo di creazione artistica. 

Congelare e scongelare il tempo 

Nel suo famoso dipinto "La persistencia de la memoria" (The Persistence of Memory), il pittore spagnolo Salvador Dalì ritrasse quattro orologi su uno sfondo di mare e montagna. Tre orologi sono piegati e sembra stiano fondendo, mentre l'altro, un orologio da tasca, non sembra deformato. La rappresentazione simbolica del dipinto è una reminiscenza della teoria della relatività di Albert Einstein o una riproduzione della fluidità empirica del tempo e del suo continuo trascorrere. 

La figurazione del tempo di Jon Jaylo in "Stillness" è completamente opposta agli orologi fusi di Dalì. Con l'iscrizione "If Time Can Only Wait," (Se il tempo può solo aspettare), egli rappresenta un orologio bloccato in un cubo di ghiaccio trasparente, nel mezzo di una tela spoglia. La narratività del suo tempo congelato suggerisce stasi e immobilità, silenzio e riposo, serenità e pace. 
Comunque, nel mezzo di quest'apparente stato di placidità, qualcosa si profila acutamente, come se il tempo di qualcuno fosse stato perso o rubato. 

Chiunque può congelare e scongelare il tempo? 

Secondo Albert Einstein il tempo si deforma nello spazio. La percezione del tempo dipende dal campo gravitazionale e dalla posizione dell'individuo nello spazio. Il termine continuum spazio-temporale si riferisce al tempo e alle coordinate spaziali (lunghezza, larghezza e altezza) in cui si trova una persona o un oggetto all'interno di un particolare sistema di riferimento o griglia nell'universo. Così, il tempo è relativo, e varia a seconda della posizione individuale nello spazio o della percezione del tempo nello spazio. 

Nell'opera "Stillness" di Jon Jaylo, è importante cogliere il significato filosofico e psicologico del fermare il tempo nella propria vita. Infatti, è un'esperienza comune, innata nella psiche umana, quella di cercare di mantenere i momenti felici e di ritardare decisioni critiche, sperando o desiderando di bloccare il tempo o addirittura di farlo tornare indietro. Questo movimento è un evento che si verifica all'interno di un particolare spazio della nostra esistenza individuale. 

Logicamente e letteralmente, nessuno può fermare il tempo distaccando la propria esperienza individuale dal processo in corso per osservare dall'esterno come tutto vada a finire.

Per bloccare il tempo, basandosi sulla teoria della relatività di Einstein, bisognerebbe bloccare anche lo spazio (le coordinate spaziali) nel quale, quel tempo, è incapsulato. Viaggiare attraverso il tempo, tuttavia, è possibile sia empiricamente che trascendentalmente. 
Empiricamente attraverso una macchina del tempo, mentre, trascendentalmente attraverso la coscienza umana con i ricordi del passato o l'immagine del futuro. 

Probabilmente, l'orologio congelato di Jon Jaylo in "Stillness" è un ritratto esistenziale e metaforico del tempo perduto e ritrovato. Si tratta di un assaggio di quello che avremmo fatto se fossimo potuti tornare indietro o fermare il tempo nella nostra vita. L'immaginario estetico del tempo congelato, dunque, ci offre una visione retrospettiva della nostra esistenza individuale: come fare uso del nostro tempo e come spenderlo giudiziosamente nella nostra vita con i nostri familiari e con gli altri esseri umani. 

Separazione e riconciliazione 

In "Healing Hearts" Jaylo giustappone quattro pezzi degli scacchi su una linea orizzontale, la nera regina e il re bianco, congelati, lontani, situati agli estremi della tela. Nel mezzo, un re nero e una regina bianca, accuratamente disposti vicini nella loro intimità, quasi fossero amanti che stanno godendo dei loro istanti insieme. 
Jaylo risolve l'annoso problema dei rapporti umani, lo straniamento e la solitudine dopo la rottura, e la riconciliazione e l'intimità che ne consegue. Lo stato di congelamento, rappresentato dai due pezzi degli scacchi congelati, simboleggia uno iato o, forse, un processo di guarigione in solitudine, da mantenersi fino a quando si è pronti a uscirne per impegnarsi in un rapporto nuovo. 

Il suo utilizzo di quattro pezzi degli scacchi in posizione lineare racconta una storia romantica tra innamoramento e disinnamoramento, tra separazione e riconciliazione, tra l'indifferenza e la compassione. Qui possiamo vedere un Jaylo romantico, che dà vita a un rapporto ideale, ove non importa ciò che accade nel mezzo, poiché c'è ancora la possibilità che i due amanti possano fare ammenda per crescere in un rapporto insieme. 

La visione, il giudizio e percezione della realtà 

La pittura di Jon Jaylo "See Through" una mela con un occhio spalancato e congelata in un cubetto di ghiaccio, è forse un'allusione al dipinto di Magritte "The False Mirror" del 1928. 

René Magritte, pittore surrealista belga, in "The False Mirror" raffigura un occhio gigante con l'iride formata da un cielo blu in cui nuvole alla deriva assumono la forma della pupilla dell'occhio. Al centro della pupilla c'è un piccolo punto nero. "The False Mirror" rappresenta la percezione e la visione individuale del mondo o della realtà. Queste due, percezione e visione, sono processi mentali differenti con cui vedere la realtà. Nella percezione si distingue la realtà in base all'interpretazione soggettiva; nella visione si vede o visualizza la realtà, in quanto deve ancora accadere. 

L'utilizzo di questo soggetto da parte di Jaylo in "See Through" è piuttosto perturbante, una mela con un occhio solo che fissa direttamente il pubblico, come se potesse vedere o leggere ciò che il pubblico sta pensando. D'altra parte, vi è anche quel senso d'impotenza nell'espressione reticente dell'occhio, come se cercasse di attirare la simpatia del pubblico per essere liberato dal suo stato di congelamento. 

Nonostante la sua presenza apparentemente scoraggiante, la mela con un occhio congelato suscita un sentimento esistenziale di paura e d'impotenza, tanto quanto evochi dolcezza e amabilità in sé. Anche se la sua rappresentazione simbolica è ancora relativamente ambigua, essa intriga gli spettatori, spingendoli ad andare più a fondo, per riflettere sul suo significato a seconda della loro esperienza individuale e della loro singolare percezione della realtà. 

Il parallelismo che possiamo dedurre tra i dipinti di Magritte e Jaylo è che entrambi, simbolicamente, rappresentano il giudizio umano e la percezione epistemica della realtà. 

Magritte ci dà un'idea di come la percezione individuale possa differire in "The False Mirror. " Jaylo, invece, ci invita a vedere ciò che l'invisibile è, o ciò che la mente non può comprendere completamente attraverso l'osservazione empirica della realtà in " See Through ". 
E questo, forse, è ciò che il filosofo tedesco Immanuel Kant, nella Critica del Giudizio, chiamerebbe " giudizio riflettente". 

Consciamente o inconsciamente, Jon Jaylo propone un modo di vedere la realtà, senza alcun preconcetto o conoscenza a priori dell'oggetto o concetto, come nel giudizio riflettente di Kant. O potrebbe essere che l'artista semplicemente volesse che i suoi spettatori potessero vedere oltre l'invisibile nella vita così com'è, come si svela alla vista la bellezza dell'anima umana o la bellezza della natura delle cose, senza alcun pregiudizio o insieme di giudizi? 

In sintesi, le opere recenti di Jon Jaylo esplorano non solo l'aspetto fenomenologico del fare arte, ma anche il processo filosofico e psicologico dell'espressione artistica. Anche se il senso dell'artista di innocenza e di meraviglia rimarrà sempre, ora possiamo vedere un artista maturo, un Jon Jaylo che scava in una rappresentazione estetico-simbolica più in profonda. 

Il simbolismo esistenziale nelle sue opere è una questione di urgenza, come artista che vive in un mondo post-postmoderno, egli è costretto a fare una scelta, è costretto a una conciliazione, a un compromesso tra le pressioni e le aspettative della società. La simbologia esistenziale in estetica è l'appropriazione intelligente di elementi artistici, come oggetti, senza alcun riferimento ai significati esterni diversi da loro stessi, utilizzati per rappresentare l'urgenza della condizione dell'artista o la percezione della realtà attraverso l'arte. 

Il percorso artistico di Jon Jaylo lo conduce verso uno stato d'animo e un processo di creazione più introspettivo e riflessivo, nel quale utilizza la sua condizione esistenziale e la percezione della realtà come fonte pragmatica di espressione creativa. La sua trasformazione non è una scelta aleatoria contingente al suo stato mentale, psicologico ed emotivo; si tratta di un processo e di una decisione meditati a lungo. Quindi, come parte del processo dialettico della sua creatività, non possiamo separare del tutto la sua arte precedente dall'attuale, perché definisce lo sviluppo storico ed evolutivo della sua estetica nel presente. 

Che cosa c'è di affascinante e su cui valga la pena ruminare nei suoi ultimi lavori? 
Su come l'artista metta a nudo la notte oscura della sua anima per trasformarla in una creazione lirica ed elegante.

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Circa l'autore: 

Danny Castillones Sillada è un artista filippino multidisciplinare, filosofo, critico d'arte e cultura, poeta, saggista, musicista e regista indie.

Exhibition view
Versus

Jon Jaylo

Versus

2014
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Versus
2014 - Olio su tela - 91 x 61 cm

Healing hearts

Jon Jaylo

Healing hearts

2014
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Healing hearts
2014 - Olio su tela - 61 x 91 cm

The Wall We Build Around Us

Jon Jaylo

The Wall We Build Around Us

2014
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The Wall We Build Around Us
2014 - Olio su tela - 91 x 61 cm

Stillness

Jon Jaylo

Stillness

2014
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Stillness
2014 - Olio su tela - 91 x 66 cm

See Through

Jon Jaylo

See Through

2014
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See Through
2014 - Olio su tela - 61 x 61 cm

Unravel

Jon Jaylo

Unravel

2014
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Unravel
2014 - Olio su tela - 61 x 91 cm

Peculiar Imaginations

Jon Jaylo

Peculiar Imaginations

2014
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Peculiar Imaginations
2014 - Olio su tela - 61 x 91 cm

Nocturnal World

Jon Jaylo

Nocturnal World

2014
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Nocturnal World
2014 - olio su tela - 91 x 91cm